Fare rumore, anche piano
Perché raccontarsi può essere il primo passo per iniziare a volersi bene e non sentirsi soli Ci ho messo un po’ a capirlo che fare rumore non è sempre una cosa negativa. Per molto tempo ho pensato che fosse meglio sistemarsi in silenzio, aggiustarsi piano, senza disturbare troppo, senza esporsi, senza dare nell’occhio. Come se il cambiamento dovesse essere qualcosa di intimo, quasi invisibile, da vivere a bassa voce. Poi però ho iniziato a raccontare. Non in modo ordinato, non con un piano preciso, ma a pezzi, come veniva. Una cosa scritta di getto, una frase lasciata lì, un pensiero condiviso senza sapere bene chi l’avrebbe letto. E in quel momento mi sono accorta che quel “rumore”, che credevo disordinato, in realtà arrivava. Arrivava a qualcuno. E la cosa che mi ha sorpresa di più è che spesso arrivava proprio a chi era fermo. A chi stava ancora cercando il coraggio di fare il primo passo, a chi aveva quella sensazione confusa di voler cambiare qualcosa ma non riusciva ne...