Diario di bordo di un ex transatlantico: come ho svuotato la stiva e messo le ali Piacere, Mariassunta. Classe ’71, radici molisane tenaci e un’adozione emiliana che ha reso la mia dieta una missione impossibile tra lasagne e dignità. Ho passato anni a chiedermi come presentarmi senza sembrare il santino di me stessa; poi ho capito che l’unica via era l’ironia: dote che, a differenza dei carboidrati, non si accumula sui fianchi. Le parole sono importanti, dicono. Ma nella mia vita ne è rotolata una più ingombrante delle altre: obesità . Per la scienza ero un grafico fuori scala; per i simpaticoni del quartiere ero la "chiattona", la "ciotta", quella che "che bel viso che hai, peccato per il resto". La gente si fermava all’involucro, convinta che io fossi solo un ammasso di spazio occupato. Ma io, da brava "taglia forte", avevo anche un’attenzione forte: registravo ogni risatina, ogni sguardo di traverso, ogni commento sussurrato. Ero un tr...