La libertà di stare a tavola

Una conversazione con la dottoressa Manuela Palazzi

Ci sono incontri che arrivano nella nostra vita senza annunciarsi.

Non hanno bisogno di grandi presentazioni, non entrano con la musica di sottofondo e nemmeno con quella sensazione, un po’ teatrale, che ci fa pensare: “Ecco, questa persona cambierà qualcosa”. Semplicemente accadono.

Poi passa il tempo e, riguardandoli da lontano, ci accorgiamo che in qualche modo sono diventati parte della nostra storia.

Manuela è arrivata nella mia in un periodo in cui tante cose stavano cambiando.

Ero dentro un percorso importante della mia vita e, come succede quando si comincia a rimettere mano alle proprie abitudini, alle proprie certezze e anche a qualche vecchio pregiudizio, avevo moltissime domande.

Alcune probabilmente sensate. Altre decisamente meno. Perché io sono fatta così: quando qualcosa mi incuriosisce, faccio domande. E quando mi incuriosisce molto, ne faccio parecchie.

Nel tempo, tra un incontro e l’altro, è nata una familiarità che non ho mai dato per scontata. Ho imparato a conoscere la professionista, ma anche la persona.

E proprio perché questa rubrica si chiama Incontri che curano, ho pensato che fosse bello provare a fare un passo oltre il ruolo. Non volevo intervistare soltanto la nutrizionista. Volevo conoscere Manuela. Quella che c’è quando non è seduta davanti a una persona che le racconta il proprio percorso. Quella che vive, che si emoziona, che si diverte, che ha le sue passioni, le sue persone.

Così ho preparato le mie domande.

Alcune più serie. Alcune più personali. E qualcuna, naturalmente, con quella piccola dose di stranezza che ormai fa parte del mio metodo scientifico.

Perché credo che le persone si conoscano anche così: non soltanto attraverso quello che fanno, ma attraverso le cose che amano, le domande che vorrebbero sentirsi fare, ciò che le fa sorridere e quello che, negli anni, hanno imparato dagli altri.

E allora ho lasciato parlare lei.

Ma prima conosciamo un pò meglio la dottoressa Manuela Palazzi.

La Dott.ssa Manuela Palazzi, protagonista della rubrica Incontri che curano
 
La dottoressa si è laureata con lode ed encomio in Dietistica e ha successivamente conseguito la laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e Nutraceutica, anch’essa con 110 e lode.

Dal 2023 si occupa di chirurgia bariatrica all’interno dell’équipe del Dr. Ayman Ismail e lavora presso l’IRCCS Maugeri di Montescano (PV), dove si dedica all’ambito riabilitativo. A queste attività affianca la libera professione presso i suoi studi di Broni e Piacenza.

Adesso vi lascio alla nostra conversazione.

Per chi ancora non ti conosce, chi è Manuela al di là della professionista? Cosa ti appassiona, cosa ti fa sorridere e cosa ti ha portata a scegliere questo lavoro?

Fuori dallo studio sono una persona decisamente iperattiva. Chi mi conosce sa che per me è difficile stare ferma. Amo lo sport in ogni sua forma: dalla corsa allo yoga, fino alle camminate e al trekking in montagna per rilassarmi nella natura.

A farmi sorridere e a ricaricarmi sono le cose semplici: il tempo passato con la mia famiglia, il mio fidanzato e gli amici, un buon libro e la compagnia del mio cane e del mio gatto.

La scelta di questo lavoro è nata proprio da qui. Volevo capire come il cibo potesse essere il carburante per sostenere una vita dinamica e vitale. Questo mi ha spinta verso la nutrizione clinica e funzionale: per me non si tratta di contare le calorie, ma di aiutare le persone a trovare il proprio equilibrio profondo, con tanta empatia e senza rigidità.

Quando hai capito che il tuo compito non sarebbe stato semplicemente prescrivere una dieta, ma aiutare le persone a costruire un rapporto più sereno con il cibo?

L'ho capito scontrandomi con la realtà di questo lavoro: è ampiamente risaputo che la “mera dieta” prescrittiva e rigida è fallimentare nel lungo periodo.

Ridurre la nutrizione a un foglio di grammature crea solo frustrazione e ricadute.

Quello che funziona davvero, ed è realmente costruttivo, è insegnare alle persone a nutrirsi con equilibrio, lavorando sull'educazione alimentare e sulla consapevolezza per costruire abitudini che durino tutta la vita.

Viviamo in un'epoca in cui ogni giorno nasce una nuova dieta e ogni alimento sembra diventare, a turno, il colpevole di tutti i mali. Qual è il pregiudizio alimentare che vorresti vedere sparire per sempre?

Vorrei veder sparire per sempre la categorizzazione netta dei cibi in “buoni” o “cattivi”, “concessi” o “vietati”.

Questo approccio bianco o nero crea solo ansia, sensi di colpa e un rapporto conflittuale con la tavola.

Nessun alimento singolo ha il potere di salvarti o di rovinarti la salute; ciò che conta davvero è il contesto, la frequenza e la flessibilità con cui lo consumi.

Una delle cose più belle che mi porto dietro del percorso fatto con te è che mi hai fatto scoprire tantissimi alimenti nuovi e, soprattutto, mi hai insegnato a non averne paura. Quanto è importante educare una persona al cibo prima ancora di darle uno schema alimentare?

È fondamentale. Lo schema alimentare è solo uno strumento temporaneo, mentre l'educazione al cibo è ciò che rimane per sempre.

Dare una dieta senza educare significa dare delle istruzioni da seguire ciecamente, senza creare consapevolezza.

Se impari a conoscere gli alimenti, a capire come combinarli e a non temerli, acquisisci una libertà che ti permette di gestire qualsiasi situazione con serenità e senza l'ansia del “seguire il foglio”.

C'è un alimento che viene demonizzato ingiustamente e che, invece, meriterebbe di essere rivalutato?

Se devo sceglierne uno su tutti che merita assoluta giustizia, dico senza dubbi le uova, che io adoro tra l’altro.

Per anni sono state ingiustamente demonizzate e colpevolizzate a causa della superata equazione con il colesterolo, portando molte persone ad averne quasi paura.

In realtà sono un alimento eccezionale: complete, nutrienti, economiche, incredibilmente versatili e ricche di proteine ad altissimo valore biologico.

È davvero arrivato il momento di liberarle una volta per tutte da questi vecchi falsi miti.

Internet è pieno di consigli, influencer e diete miracolose. Come può una persona capire quando un'informazione è affidabile e quando, invece, è meglio lasciarla scorrere?

La verità è che la rete e i social non sono il canale adatto per reperire informazioni sulla propria salute o per scegliere un percorso nutrizionale.

Quando si parla di nutrizione, parliamo di salute, ed è fondamentale affidarsi esclusivamente a professionisti sanitari regolarmente iscritti ai relativi Albi professionali.

Se un consiglio su Internet promette risultati miracolosi, propone soluzioni “uguali per tutti” o demonizza intere categorie di cibi, la cosa migliore da fare è lasciarlo scorrere e rivolgersi a chi ha le competenze certificate per guidarci.

Quanto conta l'ascolto nel tuo lavoro? Ti è mai capitato di capire che una persona, prima ancora di una dieta, avesse semplicemente bisogno di sentirsi accolta?

L'ascolto conta tantissimo, è in assoluto la parte più importante del mio lavoro.

Nella stragrande maggioranza dei casi, situazioni come l'obesità o i disturbi del comportamento alimentare rappresentano solo la punta dell'iceberg. Finché non si comprende cosa c'è sotto, è impossibile aiutare davvero a risolvere la situazione.

Come dicevo prima, la sola dieta non funziona: è indispensabile impostare un percorso sartoriale, ritagliato sulle reali esigenze della persona.

E se non si ascolta per identificare questi bisogni profondi, il fallimento è assicurato.

Durante il mio percorso ti ho scritto spesso. A volte per chiederti se potevo mangiare un determinato alimento, altre semplicemente per raccontarti con entusiasmo una nuova scoperta culinaria. Non mi hai mai fatto sentire una paziente che disturbava. Quanto è importante costruire un rapporto di fiducia con le persone che segui?

È fondamentale. Ho scelto consapevolmente di essere presente il più possibile per le mie pazienti e di entrare a far parte della loro quotidianità, ascoltando i loro dubbi e aiutandole ad affrontare le loro paure passo dopo passo.

Ritengo che questo approccio sia infinitamente più efficace del classico “ci vediamo al controllo tra un mese”.

Sento che questa vicinanza fa davvero la differenza e devo dire che piace tantissimo alle mie ragazze, quindi continuerò assolutamente su questa strada.

Esiste una domanda che ti piacerebbe sentirti fare più spesso e che quasi nessuno ti rivolge?

Mi piacerebbe che le persone venissero da me chiedendomi:

“Manuela, come posso imparare a mangiare bene per stare in salute e avere energia?”

anziché il classico: “Come faccio a perdere peso?” Spesso si parte con il focus completamente sbagliato, dando importanza solo ad avere un bel corpo o a rientrare nel normopeso sulla bilancia.

Così facendo, si sottovaluta l'impatto enorme che l'alimentazione ha sulla nostra salute a prescindere dal peso corporeo: influisce sull'energia quotidiana, sulla prevenzione, sulla lucidità mentale e sulla longevità.

Vorrei che la domanda fosse legata al benessere, non ai chilogrammi.

C'è una persona che, senza saperlo, ha insegnato qualcosa anche a te? Qualcuno che ti ha fatta tornare a casa con una riflessione nuova?

La verità è che imparo qualcosa di nuovo ogni singolo giorno da tutti i miei pazienti.

Da un lato c'è un continuo arricchimento culturale, perché seguendo persone che arrivano da continenti e contesti differenti, scopro abitudini e tradizioni alimentari diverse dalle nostre.

Dall'altro c'è un immenso arricchimento umano e psicologico.

Entrando nella quotidianità delle persone, mi viene dato il privilegio di entrare anche nelle loro fragilità, nei loro momenti di vulnerabilità e nelle loro debolezze.

Dietro ogni paziente c'è una storia unica, un vissuto profondo da cui torno a casa ogni sera con una riflessione e una lezione in più.

Molti vivono la dieta come una punizione o come una parentesi da chiudere il prima possibile. Come si fa a trasformarla in un percorso che possa durare una vita?

Bisogna cambiare completamente prospettiva. Nutrire il corpo nel modo corretto non è una rinuncia, ma un atto di cura verso se stessi che ti fa stare bene a 360 gradi, sia fisicamente che psicologicamente.

Quando ti nutri bene hai più energia, più lucidità mentale, ti muovi meglio, ti ammali meno e ti senti più forte.

Il segreto per far durare questo percorso tutta la vita è capire che non si tratta di “stare a stecchetto” per un periodo, ma di scegliere di stare bene ogni giorno.

Non bisognerebbe mai aver paura di migliorare la propria qualità della vita.

Se oggi entrasse nel tuo studio una persona dicendoti: “Ho provato tutto. Ho fallito troppe volte. Ormai non credo più di farcela.” Quale sarebbe la prima cosa che le diresti?

Le direi prima di tutto di fare un respiro profondo e che un modo per aiutarla esiste assolutamente.

Spesso la sola dieta non basta, ed è normale sentirsi sopraffatti se si è cercato di risolvere tutto da soli o con lo strumento sbagliato.

La gestione del peso e della salute richiede un approccio multidisciplinare che unisce la nutrizione all'attività fisica, al supporto psicologico e, laddove necessario, alla terapia farmacologica o alla chirurgia bariatrica.

La sola forza di volontà o il singolo foglio di dieta non sempre sono sufficienti, ma per fortuna oggi abbiamo tantissime strategie efficaci a disposizione.

E in questo ho la fortuna di lavorare all'interno di un'équipe di professionisti fantastici: nessuno deve affrontare questo percorso da solo.

Se dovessi preparare un piccolo kit di sopravvivenza per chi sta iniziando un percorso di cambiamento, cosa ci metteresti dentro?

Nel mio kit di sopravvivenza metterei quattro ingredienti fondamentali:

Fiducia in se stessi, per ricordarsi che siamo capaci di cose meravigliose anche quando la strada sembra in salita.

Fiducia nei professionisti a cui ci si affida, fondamentale per lasciarsi guidare senza la fretta di voler controllare tutto e subito.

Forza di volontà, che non è fare sacrifici estremi, ma la costanza di scegliere ogni giorno il proprio benessere.

Coraggio, quello necessario per uscire dalla propria zona di comfort, superare le vecchie paure e abbracciare una nuova versione di sé.

Qual è l'ingrediente che non dovrebbe mai mancare nel rapporto tra un nutrizionista e il proprio paziente?

La sincerità, senza dubbio. È il presupposto fondamentale per creare un'alleanza autentica.

La sincerità permette al paziente di mostrarsi senza filtri e senza la paura del giudizio, anche nei momenti di difficoltà, e consente a me di guidarlo con trasparenza, empatia e verità.

Senza uno sguardo sincero e reciproco, non si va lontano; con la verità, invece, si costruiscono percorsi indistruttibili, come il nostro.

Sul mio blog si parla spesso di volo. Io credo che ogni persona incontri qualcuno che, in un momento della vita, le aggiusta un po' le ali. Tu, invece, quando ti senti davvero leggera? Cos'è, per te, l'equilibrio?

Io mi sento davvero leggera quando faccio sport all'aria aperta, immersa nella natura.

In quei momenti la mente si svuota da ogni pensiero: per me è una vera e propria forma di meditazione, che mi permette di riconnettermi con me stessa e di ricaricarmi.

Per me l’equilibrio è la capacità di ascoltarsi e dosare le diverse richieste del corpo. È il bilanciamento tra corpo e mente che permette di vivere nel presente e di raggiungere il benessere.

Non è qualcosa di statico o perfetto, ma un ascolto continuo che ti fa stare bene con te stessa e con il mondo.

Ti lascio l'ultima parola. Se potessi affidare ai lettori un solo pensiero da portare con sé dopo questa chiacchierata, quale sarebbe?

Vorrei dire a chiunque stia leggendo che non è mai troppo tardi.

Non è mai troppo tardi per rimettersi in forma, per ritrovare l'energia e, soprattutto, per non avere paura di riprendere in mano la propria vita.

Il momento perfetto non esiste, esiste solo il momento in cui decidi che meriti di stare bene.

E adesso, una piccola riflessione

Quando penso a Manuela oggi, faccio fatica a chiamarla semplicemente “la mia nutrizionista”.

Perché nel tempo è diventata un’amica.

Un’amica arrivata in un momento importante della mia vita, con cui ho condiviso domande, scoperte, risate e un pezzo di strada.

Forse è questo che fanno gli incontri che curano: iniziano in un modo e, senza che ce ne accorgiamo, diventano qualcosa di altro.

Ci sono persone che incontriamo per un motivo e che poi scegliamo di tenere nella nostra vita per molti altri.

Manuela è una di quelle. E di questo, più di ogni altra cosa, sono grata.

Grazie Manuela, per aver accettato di raccontarti qui, ma soprattutto grazie per esserci stata nel mio percorso e per essere rimasta nella mia vita anche oltre quel percorso.

Grazie per le parole, per la pazienza, per le risate e per tutte quelle piccole cose che, messe insieme, fanno diventare un incontro qualcosa di molto più grande.

Sono felice che, tra le tante persone che la vita poteva farmi incontrare, abbia scelto proprio te.


Per informazioni

Se questa conversazione vi ha fatto nascere qualche domanda o se state pensando di intraprendere un percorso nutrizionale, potete rivolgervi a me oppure contattare direttamente la dottoressa Manuela Palazzi attraverso i suoi canali social.

Ognuno ha la propria storia, i propri tempi e le proprie esigenze, e credo sia importante trovare il professionista giusto con cui iniziare il proprio percorso.

Puoi seguire la dottoressa Manuela Palazzi anche sui social:

Facebook: Dott.ssa Manuela Palazzi

Instagram: @manuelapalazzi_diet


Prendersi cura di sé non passa mai da una sola strada.

A volte abbiamo bisogno di guardarci dentro, altre di imparare ad ascoltare il nostro corpo, altre ancora semplicemente di incontrare qualcuno che ci accompagni per un tratto.

E forse è proprio questo il senso di questa rubrica: raccontare le persone che, in modi diversi, hanno lasciato un segno nel nostro cammino.

Se vi siete persi il primo incontro, potete leggerlo qui:

Guardarsi dentro per spiegare le ali


Sto imparando.

E forse anche a volare.

Commenti

  1. Manuela è davvero una persona speciale, capace di non farti mai sentire “di troppo” e come dici tu “persona che disturba”! Anche io sono stata una di quelle persone che l’ha sommersa di domande, paure, parole, parole, parole … e non c’è stata mai una volta che non mi abbia risposto, che non abbia risolto i miei dubbi, strappato una risata! Grazie Manuela !

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    1. È uscito il commento come “Anonimo” io sono Stefania Branz

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