#TúPuedesMás
Quando qualcuno mi chiede come sia davvero questo percorso, nella mia mente si accende un’immagine nitida, quasi tattile. Tutto comincia sulla soglia di un ambulatorio, dove il viaggio non si misura in chilometri, ma in sottrazione.
I medici non ti consegnano mappe, ma un piccolo scalpello. È uno strumento timido, quasi discreto, eppure ti insegnano a usarlo subito per scardinare quegli strati spessi che, negli anni, hai lasciato accumulare ovunque: nelle pieghe del pensiero, tra i battiti del cuore e, con un peso che toglie il fiato, sulla superficie del corpo.
All’inizio è un ricamo di pazienza, un millimetro alla volta. Ma poi la mano si fa ferma. Quel piccolo scalpello, colpo dopo colpo, si trasforma in un piccone. All’improvviso ti ritrovi a maneggiare un martello pneumatico che non si limita a scalfire, ma butta giù muri interi. Le pareti che mi tenevano prigioniera crollano in una nuvola di polvere, lasciando finalmente entrare una luce che non ricordavo più.
In questa nuvola di marmo e rinascita, ho dovuto fare i conti con la mia storia. Per cinquantadue anni, ammettiamolo, sono stata la campionessa olimpica di divano estremo: una disciplina che richiede un’immobilità magistrale e una resistenza eroica alla gravità. Ma poi, quando la dottoressa mi ha chiesto di fare movimento, navigando nel mare del web, il mio destino ha incrociato due fari che portano con sé tutto l'orgoglio e il calore della loro terra, l'Andalusia: Rosafitnesstrainer e Paula C. Costarrosa.
Vengono da Linares, una terra che sa cosa significa scavare nel profondo per estrarre tesori. E loro, con la sapienza di chi abita in una città di miniere e di sole, hanno saputo estrarre il meglio di me.
Rosa è l’energia primordiale fatta persona, il sole di mezzogiorno che infuoca le piazze andaluse. È il vento di levante che scuote le cime degli ulivi, un uragano di vita che non bussa alla porta, ma la spalanca per invitarti a correre. In lei vibra una forza che sa di terra e di fuoco, capace di trasformare ogni mio dubbio in un balzo verso l'alto. Ti guarda oltre lo schermo e senti che il suo coraggio è contagioso, un richiamo selvaggio che ti strappa via dalla poltrona a colpi di gioia pura.
Accanto a lei, Paula è la dolcezza timida, come il profumo dell'azahar che danza tra i vicoli bianchi al tramonto. La sua è una forza silenziosa, fatta di gesti misurati e di una grazia che sembra sussurrare alla tua stanchezza. È l'abbraccio dopo la battaglia, la carezza che calma il battito e ti dice che ogni piccolo passo è sacro. Se Rosa è il battito accelerato di un zapateado fiero, Paula è l’armonia di una chitarra che risuona nella sera, insegnandoti che la potenza può avere anche il velo della timidezza.
Insieme, hanno trasformato il mio salotto in un angolo di Spagna incantato. Quando stendo il tappetino, le pareti si dilatano: non sono più tra i mobili di casa, ma in un cantiere dove il cemento è musica e il sudore è rugiada che rigenera. Attraverso il loro canale YouTube e con allenamenti personalizzati, hanno compiuto un piccolo miracolo: mi hanno fatta sentire, per la prima volta, nel posto giusto.
Allenarsi con loro è come danzare sotto una pioggia benedetta. Anche quando mi muovo con la tenerezza goffa di un Winnie the Pooh in scarpette, non mi sento mai sbagliata. Ogni mio salto incerto è un verso di una poesia in divenire; mi hanno insegnato che la mia inadeguatezza è solo una bellezza ancora acerba e che non serve essere perfette per essere potenti.
Il loro mantra, #TúPuedesMás, è la colonna sonora della mia metamorfosi. "Tu puoi di più", sussurrano al mio coraggio, mentre la "vecchia me" reclama ancora il suo titolo sul sofà.
Ci sono giorni di pura potenza in cui mi sento alla guida di un enorme escavatore: le rocce del passato franano e io avanzo dritta verso l'orizzonte. Ma la strada sa essere beffarda. In certi momenti, quella stessa forza sembra ribaltarsi: non sono più io la passeggera su quel mezzo, ma mi ritrovo a doverlo portare sulle spalle, come un gigante stanco che arranca tra pesetti e tappetini.
Eppure, tra un respiro corto e un muscolo che brucia, succede l'imprevedibile: sorrido. Sorrido perché ogni goccia di fatica è un battesimo che mi restituisce a me stessa. Sorrido perché ho finalmente preso la residenza in quel luogo chiamato "Dieta", dove l'aria è più sottile e il panorama... oh, il panorama da qui è finalmente immenso.
A voi forse non interesserà molto della mia polvere o dei miei salti in salotto. Ma a me, che ho smesso di pesare per imparare a volare, tutto questo regala una felicità che non ha più bisogno di bilance.
Attenzione: crea dipendenza e glutei d'acciaio!
- 🎬 YouTube: EntrenaconRosaFitness (Per sudare in 4K)🌐 Web: https://rosafitnesstrainer.com/ (Il quartier generale)

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